La coltivazione

La rosa rugosa è una pianta robusta, che resiste sia alle basse temperature che alle malattie specifiche dei fiori.

La base della sua coltivazione è uno scavo nel terreno di circa 50 cm o più. La messa a dimora avviene a radice nuda.
Il tipo di terreno è indifferente, non è richiesta una particolare qualità o PH, mentre è importante garantirle un buon drenaggio (senza ristagno d’acqua) ed una posizione possibilmente soleggiata. La rosa rugosa va innaffiata ogni due settimane circa, cercando sempre di mantenere fresco il terreno dove è piantata. La sua massima ripresa avviene in primavera.
Questa specie di fiore non necessita di particolari cure e la potatura leggera è consigliata annualmente, verso febbraio, prima cioè della sua naturale ripresa e quando spuntano le prime foglioline. Nel caso di ambiente montano o di clima rigido, la potatura si posticipa di circa un mese. La potatura delle rose rugose è necessaria per far accestire il rosaio; in questo modo gli steli si gonfiano di foglie e producono altri steli laterali.

Concimazione e cura

La concimazione può avvenire una volta l’anno con fertilizzanti più o meno specifici per questo fiore, preferibilmente con prodotti di origine naturale.
Le rose possono essere così preservate dalle malattie più frequenti (es. funghi), con cadenza semestrale, al fine di preservarne tutte le loro qualità.